Lorenzo Perotta, 23 anni, originario di Vanzaghello in provincia di Milano, si è formato in Economia e Intermediari Finanziari all’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Con altri tre co-founder under 23 ha dato vita a Finanz, una delle realtà più giovani e innovative nel panorama italiano dell’educazione finanziaria.
Il progetto nasce da un bisogno personale, prima ancora che imprenditoriale: comprendere come gestire, risparmiare e investire il denaro in un mondo in cui le informazioni sono frammentate e spesso inaccessibili a chi parte da zero. Da quell’intuizione, Lorenzo e il suo team hanno trasformato un problema condiviso da una generazione intera in una missione: portare la finanza nelle scuole, nelle famiglie e nella vita quotidiana delle persone, con un linguaggio semplice, diretto e finalmente comprensibile.
Finanz nasce dall’intuizione di quattro ragazzi under 23 che hanno trasformato un bisogno reale in una missione: rendere l’educazione finanziaria un diritto, non un privilegio. Come si è intrecciato il vostro percorso personale con la nascita di questa visione?
«Finanz nasce prima come esperienza personale che come progetto imprenditoriale. Volevo semplicemente capire come investire, ma mi sono reso conto subito che orientarsi tra informazioni frammentate, scelte e rischi era molto complicato. In quel momento ho realizzato quanto la mancanza di educazione finanziaria pesasse sulla vita quotidiana. Quando ho iniziato a parlarne con quelli che poi sono diventati i co-founder, ci siamo accorti che tutti avevamo vissuto la stessa difficoltà: nessuno aveva avuto una guida chiara, e tutti avevamo percepito l’urgenza di colmare quel vuoto. Da lì è scattato qualcosa. Così abbiamo preso uno zaino e abbiamo iniziato a girare l’Italia dal Nord al Sud: più di cento assemblee, completamente autofinanziate, per portare l’educazione finanziaria a oltre centomila studenti con un linguaggio semplice e diretto. In quelle aule affollate abbiamo capito che l’interesse c’era eccome e che non serviva solo ai ragazzi: serviva a tutti. Per questo abbiamo deciso di trasformare quell’intuizione in una missione e abbiamo iniziato a sviluppare Finanz, usata oggi da più di 60 mila persone di tutte le età.»
Un’app che in soli cinque minuti al giorno aiuta le persone a gestire il denaro in modo semplice e concreto: come funziona?
«Finanz è progettata per accompagnare chi parte da zero. L’app offre percorsi personalizzati che si adattano automaticamente al livello, ai capitali e agli obiettivi dell’utente, con lezioni brevi, quiz, esempi e una logica di apprendimento quotidiano. In cinque minuti al giorno Finanz offre un metodo semplice per comprendere come gestire il proprio denaro e avvicinarsi al primo investimento. L’esperienza è pensata per eliminare la complessità e per questo puntiamo su chiarezza e gamification. Nei prossimi mesi integreremo funzioni dedicate al risparmio e all’investimento, sempre con un approccio guidato. L’obiettivo è trasformare Finanz in un assistente finanziario che aiuti ad avere finalmente il controllo della propria vita finanziaria.»
Siete una startup giovanissima che parla soprattutto alla “generazione senza educazione finanziaria”. Qual è il messaggio che volete dare ai ragazzi e alle ragazze che oggi cercano di orientarsi tra risparmio, investimenti e consapevolezza economica?
«A chi oggi vive la gestione del denaro con ansia o incertezza voglio dire: non siete voi il problema. Nessuno ci ha davvero insegnato come gestire i soldi. Non l’ha fatto la scuola, spesso non l’ha fatto la famiglia, e per anni la finanza è stata raccontata con un linguaggio distante, tecnico e poco adatto alla vita reale. È normale sentirsi impreparati, ma è possibile cambiare questo rapporto. Con Finanz vogliamo dimostrare che si può iniziare anche con poco, senza paura di sbagliare, costruendo abitudini semplici e conoscenze che durano nel tempo.
La finanza personale non riguarda solo grafici o formule: riguarda scegliere come spendere, risparmiare, proteggersi e costruire opportunità future. Il nostro messaggio è questo: si può partire da zero e costruire un livello di stabilità e libertà che oggi appare distante, ma che diventa concreto con i giusti strumenti.»
Grazie Lorenzo
Gloria Chiocci