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Chiara Manager Global Rapid Open Innovation di Amazon: “Rimango ogni volta senza parole nel vedere ciò che le startup stanno costruendo, il futuro è nel presente”

Chiara Longhi 31 anni è originaria di Milano. Possiamo definire la sua storia “il sogno Australiano” a soli 22 anni Chiara saluta la famiglia a Malpensa per andare a studiare alla New York University. Si mette in gioco e vince la sfida con se stessa! Oggi vive da 10 anni fuori dall’Italia tra New York, Hong Kong e ora a Sydney dove lavora come Manager Globale di Rapid Open Innovation di Amazon, passando prima tre anni a lavorare per Linkedina a Hong Kong. La storia di Chiara è un messaggio a credere in se stessi e nelle proprie competenze perché nulla per quanto grande è impossibile!

Chiara da un dormitorio nel ​Queens con tanta tenacia sei diventata una leader woman globale di una delle aziende più grandi al mondo, qual è stata la spinta motivazionale più grande che ti ha permesso di non arrenderti nei momenti difficili?

«Crederci e osare sempre soprattutto in quei momenti dove le cose non vanno bene. Sono grata alla vita per avermi messo di fronte a tantissime difficoltà e fallimenti sin da quando ero piccola. Ho avuto la possibilità di “sviluppare delle capacità” che oggi sono parte integrante di me. Ogni volta che cadevo per rialzarmi allenavo e formavo nuovi “muscoli” che mi permettevano di potermi rialzare più forte di prima. Quando studiavo a New York vivevo con pochissimi soldi e mi gestivo ogni minima spesa ma la voglia di raggiungere il mio obiettivo mi ha permesso di laurearmi con sei mesi d’anticipo che mi permetteva anche di risparmiare un semestre di rate e entrare subito nel mondo del lavoro. Credo di aver mandato più di 100 CV in meno di due settimana, avevo 22 anni, due lauree e una voglia di fare grande come il mondo. Feci un primo colloquio e andò malissimo uscì da quella porta e scoppiai a piangere ma fu estremamente formativo capii dall’intervistatrice che non sarei mai voluta diventare come lei ma anche che non dovevo rincorrere qualsiasi cosa ma cercare un lavoro che mi appassionasse. Oggi a quasi 10 anni da quel colloquio e dopo aver intervistato oltre 300 persone per Amazon, cerco sempre di immedesimarmi in quel giovane ragazzo/a e come si possa sentire in quel giorno così cruciale per la sua vita, perché io in primis l’ho sperimentato sulla mia pelle.

Quindi si, la spinta motivazionale più grande è stata quella di non dubitare mai nelle mie potenzialità, ho semplicemente accettato che a volte ci avrei messo più sudore e tempo di quello previsto. C’e un discorso che fece Steve Jobs alla cerimonia di laurea a Standford anni fa che riassume esattamente il mio approccio alla vita, paragonando ciò che ci succede a dei puntini che sembrano senza senso, contesto e confusi in un foglio bianco ma che invece descrivono il percorso della vita di ognuno di noi.»

“Non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi all’indietro. Così, dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa – il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa.”  Steve Jobs

Attualmente ti trovi in Australia come Manager Globale di Rapid Open Innovation dove ti occupi di aiutare le global corporations a costruire prodotti innovativi utilizzando meccanismi, best practice già esistenti. Ogni giorno quanto presente e futuro vedi passare davanti ai tuoi occhi?

«Tantissimo futuro, e incredibilmente diversificato, ed è questa la parte più bella del mio lavoro. Lavoro con clienti da tutto il mondo molto diversi tra loro anche nei loro progetti. Per esempio, il mio team spazia da progetti con compagnie farmaceutiche focalizzate a trovare nuove terapie e tecnologie legate a prevenire e curare il cancro al seno fino a lavorare con club e federazioni sportive per creare nuove soluzioni di realtà aumentata. Non c’è veramente un giorno uguale all’altro, e ogni giorno imparo qualcosa. Questa è sicuramente la cosa di cui mi ritengo più fortunata.

Anche se a volte vedo della resistenza nei confronti dell’innovazione dall’altro canto vedo che il mondo si sta aprendo alla voglia di evolversi. Rimango ogni volta senza parole nel vedere ciò che le startup stanno costruendo, il futuro è nel presente ed è incredibilmente stimolante essere immersa in questa realtà ogni giorno.»

Nella prima email che ci siamo scambiate una delle ultime frasi era: “Se ce l’ho fatta io, ce la può fare chiunque altro.” Quale consiglio ti senti da dare a chi sta iniziando il suo percorso e ha paura di seguire il suo istinto?

«Credeteci, ma credeteci veramente. Credete in qualcosa cosi tanto, che non può che non divenire realtà.

Io sono una grande fan della “visualization”, la pratico da quando ero piccola, prima che potessi persino dare un nome a questo processo mentale; consiste nel “vedere” ciò che desideriamo di più del nostro futuro. Non e’ sicuramente facile, ma io ci credo fermamente. E uso questa tecnica sia per grandi progetti, ma anche per le piccole cose, come prima di un meeting importante: visualizzo mentalmente come lo condurrò, cosa dirò e come andrà. Non so esattamente se ci sia una spiegazione scientifica dietro a tutto ciò, non so se sia un effetto placebo, ma so che è una parte di me che mi ha sempre affiancato e dato forza.

Un altro consiglio che posso dare è quello di non paragonarsi mai agli altri, non c’è via più veloce per l’insuccesso e l’infelicità. Credete in voi stessi, createvi un piano, ma siate pronti a prendete ogni fallimento come prezioso aiuto. E per finire siate pronti! Il successo non è solo una combinazione di essere al posto giusto al momento giusto, ma è essere in quella perfetta intersezione geo temporale, ed essere pronti.»

Grazie Chiara! 

Gloria Chiocci