Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
©credits

Luca: “Con Rewop i brand potranno vedere la loro collezione di occhiali realizzata con stampante 3D in sole 48 ore”

Francesco Zeni28 Anni di Verona e Luca Marcolongo, 30 anni di Sassari sono i founder di Rewop la startup che  attraverso una campagna di crowdfunding vuole sviluppare una tecnologia nel polo milanese, la prima nel distretto italiano del fashion, volta ad accorciare le tempistiche di prototipazione fino a 48 ore grazie all’utilizzo delle stampanti 3D, mettendo a punto così la prima tecnologia italiana capace di produrre occhiali in così poco tempo. Francesco e Luca hanno entrambi un passato nella moda e nel 2015 hanno scelto di passare dell’altro lato e fondare la propria startup andiamo a conoscerli insieme!

Luca e Francesco siete approdati nel mondo del fashion milanese da giovanissimi quando e in che modo siete riusciti a fondere le eccellenze artigianali italiane con l’innovazione e la sperimentazione del vostro brand?

«Il fashion è sempre stata la nostra passione e parte della nostra vita, sia lavorativa che sociale, cosa che ci ha permesso di capire a fondo le complesse dinamiche della fashion industry, i ritmi produttivi richiesti e le competenze. Rewop non ha seguito il classico canale del settore ottico, ma abbiamo scelto di operare fin da subito come se fossimo un brand di moda. Partecipando a fiere del settore abbigliamento, come Pitti Immagine, ci siamo accorti che tantissimi brand, anche molto importanti, non riuscivano a creare le loro collezioni eyewear a causa delle elevate barriere in ingresso  del settore. Parliamo di minimi produttivi altissimi – almeno 300 occhiali per modello di design- l’impossibilità di realizzare collezioni definitive di un solo campionario o, ancora, il fatto che i grandi brand non vogliano più cedere il marchio in licenza e accontentarsi solo delle royalty, ma vogliono tenere loro quel margine, dunque venderli con la loro rete commerciale. Abbiamo quindi deciso di sfruttare conoscenze e know-how per conquistare questa fascia di mercato ancora inesplorata dai big player dell’ottica.»

Con Rewop da poco avete lanciato una campagna di crowdfunding con l’obiettivo di accorciare le tempistiche di prototipizzazione degli occhiali in sole 48 ore attraverso stampanti 3D, quali vantaggi si potranno ottenere in termini di produzione?  

«Siamo un eyewear hub a servizio dei brand di moda e la velocità è uno degli aspetti fondamentali per lavorare con loro. Oggi disegniamo, domani l’occhiale è in passerella o sul tavolo del creative director che, vedendolo fisicamente, può immediatamente decidere se andare direttamente in produzione, senza dover perdere altro tempo. I brand avranno così modo di poter vedere in sole 48h il frutto del lavoro creativo fatto a quattro mani con i nostri talenti, anziché aspettare i classici 45 giorni.

Accorciamo la filiera produttiva in totale di più di 60 giorni e questo perché abbiamo intercettato un’esigenza che oggi è possibile soddisfare unendo, alla capacità artigianale che contraddistingue i nostri occhiali, quella tecnologica. Per questo abbiamo lanciato la campagna di crowdfunding: ci siamo accorti di un gap nel sistema che possiamo colmare con una tecnologia adeguata, la stampante 3D, che  velocizzerà i processi senza danneggiare in alcun modo la parte creativa ma, anzi, rendola reale in tempi record.»

Rwp Talent Hub è il laboratorio creativo da voi ideato e creato dove studenti e neolaureati hanno la possibilità di collaborare e co-creare, quant’è importante oggi questo link tra mondo formativo e processo creativo?  

«È importantissimo perché nonostante oggi scegliamo di investire in innovazione e tecnologia, la nostra base, la più preziosa, rimane quella artigianale, che è poi quella creativa senza la quale oggi nulla sarebbe possibile. Non solo: abbiamo scelto di investire e formare giovani talenti, usciti da poco dalle grandi scuole di design o di moda, perché abbiamo bisogno di gente preparata ma non ancora “contagiata”.

Formare giovani talenti è una sfida personale e un punto di forza della nostra azienda: un ragazzo di 22-23 anni ha la menta libera da tutte quelle contaminazioni che, io e Luca, nonostante la giovane età, ormai abbiamo accumulato. Un giovane talento ha coraggio, freschezza e nuove idee, che per noi sono fondamentali. Solo una mente fresca e non “corrotta” dai canoni stilitici attuali può creare qualcosa di veramente nuovo.» 

Grazie Francesco e Luca! 

Gloria Chiocci