Wayla

Mario: “Wayla il van pooling che ripensa la mobilità urbana notturna”

Mario Ferretti, 28 anni, originario di Genova, è co-founder di Wayla, la prima piattaforma di van pooling urbano on-demand in Italia. Dopo la laurea in Technology Management presso l’Università Bocconi di Milano, Mario ha scelto di applicare competenze tecnologiche e manageriali a un settore chiave per le città del futuro: la mobilità urbana. Con Wayla, sta contribuendo a colmare un vuoto ancora poco esplorato, quello degli spostamenti serali e notturni, con un modello che unisce sostenibilità, sicurezza e accessibilità.

Come nasce l’idea di Wayla e quale problema concreto della mobilità urbana volevate risolvere quando avete sviluppato il primo servizio di van pooling in Italia?

«Wayla nasce nel 2023 da cinque co-founder che hanno vissuto in prima persona la difficoltà di spostarsi in città in modo sicuro, economico e sostenibile, soprattutto di sera e di notte a Milano. Abbiamo visto un gap enorme nella mobilità serale e notturna: taxi spesso costosi o introvabili, trasporto pubblico non sempre capillare, micromobilità non adatta a tutti. Da qui l’idea di introdurre in Italia il van pooling urbano on-demand: van condivisi, prenotabili tramite app, porta a porta, con autisti professionisti qualificati. Volevamo cambiare il paradigma della mobilità urbana, unendo sicurezza, convenienza economica e sostenibilità ambientale, partendo da Milano per poi espanderci in altre città italiane.»

In che modo il modello di van pooling contribuisce a rendere gli spostamenti più sostenibili, sicuri ed economici rispetto alle soluzioni tradizionali?

«Il van pooling rappresenta una nuova frontiera della mobilità condivisa perché trasforma tragitti individuali in viaggi collettivi. Ogni van sostituisce diverse auto private. Con l’introduzione dei primi van elettrici, uniamo la condivisione alla riduzione delle emissioni, grazie anche a una rete di ricarica alimentata da fonti rinnovabili. Gli utenti prenotano via app corse porta a porta, con costi e tempi chiari prima della partenza. Inoltre, abbiamo standard di sicurezza elevati: solo utenti registrati, autisti professionisti, sistemi di monitoraggio e videocamere a bordo, per garantire un’esperienza affidabile anche nelle ore serali.»

Guardando al futuro della mobilità, quali opportunità volete creare per i giovani con Wayla?

«Con Wayla vogliamo offrire un’alternativa reale alla scelta tra usare l’auto privata o rinunciare a uscire perché spostarsi è troppo complesso o costoso. L’obiettivo è costruire una community che consideri normale muoversi in città a bordo di un van condiviso. Crediamo che la mobilità debba essere un diritto accessibile a tutti. Nei prossimi anni immaginiamo spostamenti sempre più multimodali, in cui il van pooling diventa l’anello di connessione tra lavoro, periferie, nightlife, eventi e campus universitari, integrandosi con il trasporto pubblico e altri servizi condivisi. Vogliamo che Wayla diventi parte integrante dell’ecosistema urbano, soprattutto nelle fasce orarie oggi meno servite.»

Gloria Chiocci