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Chiara Brughera Managing Director di SheTech:”Nei prossimi 5 anni, le imprese avranno bisogno di 1,5 milioni di persone con competenze digitali”

Un anno fa mi trovavo a Milano con Chiara in una delle #SheTechBreakfast organizzate dall’associazione. SheTech, è un associazione che ha come obiettivo quello di colmare il gender gap nel mondo della tecnologia e del digitale attraverso corsi di formazione e networking. SheTech, come facilmente si intuisce dal suo nome è un’associazione nata a sostegno delle donne ma non esclusiva infatti è aperta anche al mondo maschile. Oggi a conoscere l’associazione ci accompagnerà Chiara Brughera, 33 anni di Milano.

Chiara sei Managing Director di SheTech, un’associazione no profit che si impegna tramite eventi, formazione e networking per colmare il divario di genere nel mondo tecnologico. Perché oggi è così importante sensibilizzare su questo tema? 

«I dati parlano chiaro: nei prossimi 5 anni, le imprese avranno bisogno di circa 1,5 milioni di persone in possesso di competenze digitali, competenze che ad oggi si fatica a trovare, e a questo si aggiunge anche un altro tema importante, quello del divario di genere, che in questo settore è ancora molto alto. Alcuni esempi? La percentuale di ragazze che scelgono corsi STEM in Italia sul totale delle iscritte in università è pari a circa il 17%.* Anche a livello Europeo si stima che per raggiungere la completa parità di genere ci vorranno almeno 60 anni e in ambito digital, in media solo il 21% delle donne ha accesso e/o sviluppa competenze digitali di base.** C’è ancora tanta lavoro da fare e noi crediamo che attività di sensibilizzazione, role modeling, empowerment e formazione possano contribuire in modo concreto a colmare questo divario.»

SheTech come supporta le donne nel mondo tecnologico, digitale e imprenditoriale? 

«Il nostro obiettivo principale è creare una community di professioniste/i che lavorano in questi settori, anche grazie al supporto di aziende e altre realtà che sono sensibili alle tematiche di diversity & inclusion. Attualmente abbiamo circa 400 associati, di cui il 93% sono donne, mentre il 7% è composto da uomini, che noi definiamo “allies” che credono nella nostra mission. Essere un’associazione aperta anche agli uomini è uno dei nostri principali elementi differenzianti e di cui andiamo fiere.

Le attività che organizziamo rispecchiano i nostri valori e sono: formazione tech, per avvicinare le donne alla programmazione, formarle tramite corsi di coding, e appassionare anche le giovani generazioni alle materie STEM; formazione digital con una serie di corsi pratici su tematiche legate ai trend digitali in ottica di upskilling e reskilling; networking per connettere i membri della community e le loro esperienze e competenze; empowerment per eliminare degli stereotipi di genere nel mondo tech e digital, valorizzare le role model e supportare le donne nella loro crescita professionale e personale anche tramite lo sviluppo delle soft skills. Inoltre, organizziamo anche attività per sostenere le startup fondate da donne, fornendo loro opportunità di formazione, visibilità e networking e stimolando altre donne a sviluppare le proprie idee con un approccio imprenditoriale.»

Un consiglio a tutte quelle donne che vorrebbero intraprendere una carriera nel mondo tecnologico e digitale? 

«Il mio consiglio è prima di tutto di non lasciarsi fermare dai pregiudizi e dalle paure, ma credere in sé stesse e uscire dalla propria comfort zone. Inoltre, è sicuramente importante continuare a formarsi e cercare persone che lavorano in questo settore con cui confrontarsi e a cui chiedere consigli e idee. Io ho la fortuna di conoscere tramite SheTech tante role model e durante una delle ultime #SheTechBreakfast che abbiamo organizzato, Cecilia Waismann, esperta di ed-tech in Israele, ci ha dato questo messaggio che voglio condividere: “Bisogna avere il coraggio di scegliere di lavorare in questo settore e parlare del divario di genere che esiste, non bisogna far finta di niente… e ricordatevi che per entrare a lavorare in ambienti prettamente maschili non è necessario rinunciare all’essere voi stesse, all’essere donne.” »

Grazie Chiara!

Gloria Chiocci

*Dati Osservatorio Talents Venture e STEAMiamoci 2020 **Dati Gender Equality Index 2020