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Anna:”Piantare alberi con Treedom, non è gettare semi e sperare che questi crescano, significa mettere le radici”

Questa settimana vi racconto la storia di Anna Ciattini, 29 anni di Firenze, Partner & Head of Corporate Marketing di Treedom la PMI italiana che attraverso progetti di piantumazione sul sul territorio sostiene le comunità locali. La filosofia di Treedom è quella di realizzare ecosistemi sostenibili e permettere a migliaia di contadini di far fronte ai costi iniziali della piantumazione di nuovi alberi, garantendo nel tempo sovranità alimentare ed opportunità di reddito. Tutto questo è possibile attraverso l’adozione di alberi attraverso una moderna piattaforma web.

Andiamo a conoscere insieme Anna e la sua storia!

Sette anni fa hai abbracciato il progetto Treedom, com’è nata questa fantastica esperienza di vita e lavoro?

«Mi ero appena laureata e mi trovavo in quella fase della vita dove iniziavo a pormi le prime domande sul mio futuro. Ho iniziato così a inviare i primi curriculum per trovare un primo lavoro e raccogliere qualche soldo per continuare a studiare fuori casa. Mandavo ma non ricevevo nessuna risposta, quando decisi di tentare la via del portale dell’Università che proponeva degli stage post laurea e così io e Treedom ci siamo incontrati per la prima volta.

Treedom mi ha dato l’opportunità di iniziare un percorso e da lì non ci siamo più lasciati, anzi direi che siamo cresciuti proprio insieme. Con la mia tesi sull’impact investing allora era un tema del tutto nuovo sul panorama italiano. La mia tesi unita al forte amore che provo per la natura sono stati il punto di contatto. Da lì è stato un crescendo di esperienze, avventure e crescita professionale.

Ricordo i primi anni in Treedom con profonda dolcezza come quando si ripensa a quegli anni magici vissuti da ragazzi. Crescere professionalmente in una realtà che da start up è diventata una PMI in forte crescita ed espansione nel contesto europeo mi rendono orgogliosa e pronta a continuare questo percorso insieme con grinta e curiosità.»

Ogni albero piantato contribuisce a dare vita a una grande missione, con quali parole la racconteresti a chi non la conosce ancora? 

«Piantare alberi con Treedom, non è gettare semi e sperare che questi crescano, significa mettere le radici per un impegno concreto e duraturo. Treedom pianta alberi in 17 paesi del mondo e lo fa insieme alle comunità locali di contadini collaborando con Onlus o NGO locali, che permettono un miglior coordinamento e funzionamento dei progetti. Una cosa che spesso viene data per scontata è che le comunità locali dei paesi in cui lavoriamo, abbiano una spontanea coscienza ecologica ed una conoscenza delle migliori pratiche di gestione agricola e forestale. Purtroppo non è così. Spesso, anzi, sono abituate a sfruttare i terreni fino al limite, per poi utilizzarne di nuovi, strappandoli alla foresta. Per questo, ai contadini che partecipano ai nostri progetti, rivolgiamo una formazione specifica sulla gestione delle più comuni malattie a cui sono soggetti gli alberi, sulla gestione degli alberi da frutto e sulla gestione del patrimonio forestale.»

Treedom unisce obiettivi di impegno ambientale ad obiettivi sociali, la nostra missione è quella di piantare “gli alberi giusti nel posto giusto” affinché possano apportare beneficio sia al terreno che alle persone, è anche per questo che in ogni progetto che realizziamo è decisivo il ruolo delle comunità di contadini. Tutto questo ha guidato Treedom nel realizzare sempre più progetti agroforestali, il cui obiettivo è quello di creare un equilibrio in cui elementi diversi collaborano fra loro massimizzando i benefici per ciascuno. Integrare colture annuali e specie forestali con alberi da frutto è il modo migliore per offrire risorse alimentari alle comunità di contadini. I frutti freschi sono immediatamente consumabili, ma rappresentano anche una potenziale risorsa economica, dato che possono essere venduti sui mercati locali.

Quando accendo il computer ogni mattina, la grande missione di Treedom a cui penso e che riempie le mie giornate di energia è quella di unire la validità e il valore dei progetti che Treedom realizza con il coinvolgimento attivo di persone e aziende grazie alla combo di Tech/ambiente e un tono di comunicazione positivo e coinvolgente. Chiunque, come individuo, può acquistare online un albero di cui beneficerà un contadino. Chi lo acquista non solo potrà seguire e vivere la sua storia e quella del progetto in cui cresce, ma potrà regalarlo. 

Ad oggi abbiamo piantato più di 1.840.000 alberi grazie ad una community di più di 719.000 persone e oltre 5.000 aziende e contiamo di raggiungere a breve i 2 milioni di alberi, d’altronde il nostro claim è let’s green the planet.»

Sempre più giovani desiderano lavorare in realtà che si occupano di sostenibilità e ambiente, quale consiglio ti senti di dar loro?

«Capire cosa si vuole fare davvero è sempre il primo step e sicuramente il più complesso, lo so. Ho fatto moltissimi colloqui a tanti ragazzi in questi anni e il consiglio spassionato che do sempre è quello di presentarsi sul mercato del lavoro in modo chiaro, chi cerca risorse ha la necessità di comprendere con facilità se la persona che si propone ha le competenze/conoscenze ricercate. Questo vale per qualunque ruolo ovviamente.

Per chi vuole lavorare per realtà che si occupano di sostenibilità, un buon punto di partenza sono studi specifici, perché quando si parla di sostenibilità, entrano in gioco molti tecnicismi. Ad oggi esistono moltissimi network correlati alla sostenibilità che permettono anche solo di conoscere quali aziende ne fanno parte e quali sono le loro necessità. Informarsi, seguire i trend, i temi di discussione anche su LinkedIn stesso possono portare a scoprire opportunità. L’attitudine personale rimane a mio avviso uno degli strumenti a disposizione di ognuno di noi che può darci una spinta o farci rallentare.

Non smettete mai di lavorare su voi stessi per essere persone capace di mettersi in gioco, di saper dialogare attivamente con i propri colleghi, di essere aperti al cambiamento, convinti delle proprie capacità, ma anche dei propri limiti, di saper chiedere aiuto e saper riconoscere i meriti. Sono convinta che nei prossimi anni, se il trend è questo, si aprano sempre più opportunità in settori legati al green, una volta che l’opportunità si presenta, una buona attitudine apre tante porte.»

Grazie Anna!

Gloria Chiocci