Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
©credits

BookYourPrice: la prenotazione alberghiera basata sull’offerta del cliente

Alberto Fecchi è umbro, come me. Alberto, ha seguito il suo grande sogno con tenacia e dedizione e ora ha la sua startup in Umbria!

Alberto raccontami di più!

«Ho 30 anni, sono nato e cresciuto a Nocera Umbra, un piccolo comune che offre tanto verde e tanta aria pulita, ma sicuramente poca avanguardia tecnologica. Grazie a mio padre mi sono ritrovato un computer in casa già da piccolo (avevo 6 o 7 anni al tempo) e da lì è iniziata la mia passione per l’informatica. Il primo approccio con la programmazione è avvenuto qualche anno dopo, tra gli 11 e i 12 anni, dove ho iniziato a realizzare siti web in PHP e piccoli applicativi in Visual Basic 6. Durante il periodo delle superiori ho seguito dei corsi privati di sviluppo e, alla fine degli studi, mi sono iscritto alla facoltà di economia a Perugia, un’altra materia che mi piace molto. La mia carriera universitaria però è durata poco, sentivo di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato. Avevo troppa voglia di mettermi in gioco e così, dopo un anno, ho abbandonato gli studi per dedicarmi a tempo pieno all’informatica, trasformando la mia passione nel mio lavoro. Così, nel 2012, ho fondato LuckySeven, offrendo servizi di consulenza e sviluppo software alle aziende.»

La tua carriera è iniziata con Facebook, per poi evolversi su molti altri fronti. Raccontami un pò…

«LuckySeven è nata durante il boom delle applicazioni Facebook, ho quindi deciso di specializzarmi in questo settore, riuscendo così a lavorare da subito con grandi marchi. Oltre alla programmazione ho sempre avuto una grande passione per la cyber security quindi, nello stesso periodo, ho deciso di partecipare al “programma “Bug Bounty” di Facebook (un programma che invita esperti di sicurezza informatica a cercare – in modo responsabile – bug di sicurezza all’interno della piattaforma), ottenendo un premio in denaro e una menzione nelle pagine di ringraziamento ufficiali del social network per l’anno 2015.»

Il manuale quando è arrivato?

«Nel 2017 è arrivata la pubblicazione del manuale tecnico con Apogeo. Il manuale tratta proprio dello sviluppo di applicazioni Facebook. Oggi, con LuckySeven, mi occupo ancora di consulenza e sviluppo, ma con un’attenzione maggiore al mondo delle startup. È un settore frenetico e in continua evoluzione che mi ha permesso di fare tantissima esperienza in diversi campi, oltre a farmi sviluppare un nuovo approccio al lavoro basato totalmente sulla metodologia lean e sull’ottimizzazione dei processi interni. Nel corso del tempo sono diventato socio di diverse startup, tutte molto promettenti e in crescita, ma tra queste ce n’è una a cui sto dedicando particolare attenzione: BookYourPrice, un innovativo sistema di prenotazione alberghiera basato sull’offerta libera da parte del cliente, che mira a ridurre l’invenduto delle strutture alberghiere.»

Quando e come nasce BookYourPrice?

«Un mio conoscente, Pierangelo Testa, aveva avviato un progetto molto simile a quello che è BookYourPrice oggi, ma il business faticava a decollare a causa di alcune logiche di funzionamento che abbassavano di molto il livello della user experience. Così, dopo esserci confrontati, mi sono innamorato dell’idea e, insieme a quello che è l’attuale team BookYourPrice, abbiamo lanciato questa nuova startup, andando a migliorare tutte le lacune presenti nel precedente progetto. Abbiamo creato un sistema semplice e diretto: il cliente propone la sua offerta di prezzo a una o più strutture di suo interesse. Alla ricezione delle offerte, la prima struttura che accetta si aggiudica la prenotazione. Attualmente ricopro il ruolo di CTO, mi sono occupato dello sviluppo del primo prototipo – con il quale siamo riusciti a validare il mercato con ottimi risultati – e mi occupo tutt’ora dell’evoluzione del progetto, coordinando le varie aree operative della startup.»

BookYourPrice come riduce l’invenduto degli hotel?

«Il nostro progetto si propone come soluzione win-win a quelle che sono le esigenze di clienti  e albergatori: da una parte abbiamo il cliente che cerca un “risparmio di qualità”, dall’altra parte gli albergatori che hanno bisogno di uno strumento estremamente flessibile che gli permetta di ridurre l’invenduto quando ne hanno bisogno. BookYourPrice è la “bacchetta magica” che risolve queste due problematiche unendole: il nostro servizio non ha vincoli di utilizzo, per questo una struttura può iscriversi e avvalersi dei vantaggi offerti dal nostro sistema solo quando ne ha veramente bisogno, ovvero nei periodi in cui la percentuale di camere invendute è particolarmente alta. Le offerte ricevute dalla struttura possono essere confermate con un semplice clic (grazie al nostro sistema studiato per essere utilizzabile in tempo zero), l’incasso è immediato e il prezzo rimane segreto tra il cliente e la struttura, mantenendo quindi intatta la brand reputation. Revenue managers e altri operatori del settore hanno definito BookYourPrice “l’evoluzione della tariffa opaca”, aggiungendo inoltre che il nostro servizio “non ha motivi per non essere usato”, data la sua estrema flessibilità.»

Obiettivi per il futuro?

«Con BookYourPrice abbiamo già definito una roadmap per le prossime evoluzioni, prima tra tutte la pubblicazione dell’applicazione mobile per Android e iOS (in uscita entro poche settimane). Grazie alla partecipazione a diverse fiere di settore siamo entrati in contatto con molte realtà che ci stanno tendendo la mano e, considerando che il mercato italiano è stato validato ed è in costante crescita, vogliamo allargare il business puntando anche all’estero. Siamo molto ambiziosi e ci piace lavorare duro, speriamo quindi di vedere ottimi risultati in breve tempo. Tra i miei obiettivi personali invece prevedo a breve l’apertura di un blog con il quale cercherò di condividere le mie esperienze in ambito startup, attività che svolgo già come mentor per alcuni acceleratori italiani, puntando a velocizzare la crescita professionale di nuovi imprenditori digitali. In realtà di obiettivi per il futuro ne ho in mente mille!»

Un consiglio che desideri dare ai giovani che vogliono fare startup in Umbria?

«L’Umbria è una regione bellissima e adoro vivere qui, ma ad essere sinceri non è proprio il posto ideale per fare startup. Con questo non sto assolutamente dicendo che per fare startup si deve per forza cambiare regione, anzi, credo di essere la prova vivente che anche qui c’è la possibilità di avviare la propria attività innovativa e di puntare in alto. Il mio consiglio però è quello di trovare subito dei contatti (del proprio settore di interesse e/o del mondo startup in generale) nelle regioni dove c’è più fermento, soprattutto in ambito digitale, e di iniziare a instaurare nuovi rapporti e collaborazioni. Il mondo delle startup è fatto di persone, tante persone, e ciò che può davvero fare la differenza è l’abilità dell’imprenditore di arrivare il prima possibile ai “contatti giusti”, quelli che possono dare una forte spinta al proprio business. Il networking è alla base di qualsiasi startup. Un’altro consiglio che posso dare, che si ricollega in parte al primo, è quello di imparare da chi ce l’ha fatta. Con Startup Grind Umbria (di cui sono co-director) organizziamo degli eventi dove imprenditori e startupper di successo raccontano la propria storia, aiutando così le nuove leve a non ripetere gli errori che loro hanno commesso. Analizzare le storie dei founder per capire come sono arrivati in alto è un’attività che dovrebbe diventare una routine per tutti gli aspiranti startupper.

L’ultimo consiglio che mi sento di dare, valido per qualsiasi regione, stato o addirittura pianeta, è quello di concentrarsi inizialmente sulla validazione dell’idea. Validare l’idea significa capire se c’è mercato per il nostro prodotto/servizio, ovvero se ci sono persone disposte ad acquistarlo. Tante, troppe volte ho visto spendere capitali in sviluppo e marketing per “l’idea del secolo” senza prima validarla, per poi arrivare sul mercato dopo mesi e rendersi conto che nessuno comprerà mai ciò che è stato realizzato. Spesso si può validare la propria idea quasi a costo zero, ma sono davvero pochi quelli che lo fanno in modo corretto. Ne approfitto per rivolgermi ai vostri lettori: sono sempre disponibile a dare una mano a chi ne ha bisogno, per questo sentitevi liberi di contattarmi e chiedermi supporto per la validazione dei vostri progetti imprenditoriali, sarò felice di aiutarvi.»

Gloria Chiocci