Tommaso Tedesco

Tommaso: “SOS Studenti: dare voce ai problemi della scuola, partendo dall’ascolto”

Tommaso Tedesco, 33 anni, è originario di Venezia. Il suo percorso formativo nasce dall’incontro tra progettazione urbana e comunicazione digitale, due ambiti che oggi dialogano sempre più nel modo in cui viviamo, comunichiamo e apprendiamo. Dopo la laurea triennale in Urbanistica allo IUAV, ha proseguito gli studi con un Master di primo livello in Digital Communication presso H-Farm, costruendo uno sguardo ibrido tra territorio, innovazione e digitale, con una forte attenzione all’impatto sociale e al punto di vista delle nuove generazioni.

Tommaso, ScuolaZoo da sempre intercetta il punto di vista degli studenti. Oggi, con il progetto SOS Studenti, avete fatto un passo in più verso l’ascolto attivo. Da dove nasce questa esigenza e che tipo di vuoto volevate colmare?

«La mission di ScuolaZoo è da sempre essere il “megafono delle nuove generazioni” e in questo caso lo stiamo facendo raccontando i problemi che gli studenti riscontrano nelle loro scuole. Ma non ci fermiamo a questo: li aiutiamo anche a risolvere questi problemi. Basta mandare un email dal nostro sito parlandoci dei problemi che stanno avendo nelle loro scuole; a tutte le mail rispondono i RIS (Rappresentanti d’Istituto ScuolaZoo) dando loro consigli e soluzioni per risolvere il problema in quanto esperti di diritto scolastico. E con alcune delle segnalazioni che ci arrivano realizziamo dei contenuti che postiamo sui nostri social, che vengono visti da milioni di persone e grazie ai quali, oltre a raccontare al pubblico i problemi della scuola italiana, facciamo anche conoscere il progetto in modo che altri studenti possano scriverci.»

Uno degli elementi centrali del progetto è il coinvolgimento dei RIS, i Rappresentanti d’Istituto. Che ruolo hanno nel dare risposte concrete e perché per voi è importante partire da soluzioni “dal basso”?

«I RIS sono parte fondamentale del progetto. Senza di loro non potremmo rispondere alle tantissime mail che ci arrivano ogni settimana in una maniera così puntuale e precisa ma soprattutto dando consigli davvero pratici e utili agli studenti. Sono davvero un asset importante, e collaborare con loro per il progetto SOS studenti ci fa davvero piacere perchè riusciamo a dare così la possibilità a dei giovani di essere parte attiva delle iniziative del brand. Non la vedo come una soluzione “dal basso” ma piuttosto come una soluzione interna che dimostra come ScuolaZoo sia piena di risorse.»

Trasformate molte di queste segnalazioni in contenuti social su Instagram e TikTok. Quali sono i temi e i problemi che emergono più spesso e che fotografia restituiscono della scuola italiana oggi? Quale messaggio senti di voler lanciare oggi a chi vive la scuola con frustrazione o senso di solitudine?

«Di temi ce ne sono tantissimi, ma sicuramente ce ne sono alcuni ricorrenti: problemi con gli edifici scolastici (scuole in cui piove dai soffitti, strutture in cui non funzionano i termosifoni e si deve andare muniti di coperte o aule completamente inadeguate per accogliere degli studenti); problemi con i professori (alcuni interrogano su argomenti che non hanno spiegato in classe, altri che sanzionano con note disciplinari studenti che sono in difficoltà e che invece andrebbero ascoltati e capiti); problemi con i compagni di classe (episodi di bullismo o episodi di esclusione e conseguente solitudine). Quello che ne esce fuori è uno spaccato in cui si percepisce chiaramente una difficoltà da due punti di vista: dell’istituzione scuola – con edifici e insegnanti spesso non all’altezza – e dal punto di vista degli studenti – che troppo spesso vedono la scuola come un luogo dove stanno male.

Quello che vorrei dire a questi ragazzi e ragazze è che la relazione con la scuola non bisogna subirla, ma costruirla. Ci sono persone fortunate che riescono a stare bene dal primo all’ultimo giorno, mentre altre hanno bisogno di più tempo ma soprattutto di proattività per far in modo che sia una relazione felice. Se una persona si trova male con alcuni professori o compagni, per esempio, ci sono molte cose da poter fare: provare a parlarci, chiedere aiuto ad altri prof o compagni di classe, oppure anche chiedere di cambiare sezione o scuola. E non c’è niente di male nel fare queste cose.»

A cura di Gloria Chiocci