Alessandro:”Il Creator Marketing sta diventando un’infrastruttura stabile della comunicazione”

Alessandro La Rosa, 33 anni, originario di Catania e laureato in Economia Aziendale. Founder & CEO di Vidoser, Alessandro è una delle figure dell’evoluzione del Creator Marketing in Italia. Partendo dalla Sicilia, ha trasformato una visione in una realtà che oggi connette creator, brand, tecnologia e intelligenza artificiale, contribuendo a ridefinire il modo in cui aziende e community comunicano online. In questa intervista ci racconta il suo percorso, la visione che guida il suo lavoro e i consigli che darebbe ai giovani che desiderano costruire qualcosa di innovativo.

Alessandro, da appassionato di digitale a Founder & CEO di una MediaTech company. Quali sono stati i momenti chiave che hanno trasformato un’idea nata tra università, startup e contaminazione di esperienze in CreationDose?

«Il primo vero passaggio è stato accettare l’incertezza e scegliere di scommettere sul Creator Marketing partendo dalla Sicilia, quando nel 2018 era ancora un settore tutto da costruire. L’idea iniziale era far diventare le persone Creator, costruendo uno strumento pensato per loro e per le aziende. È diventata impresa nel momento in cui, intorno alla mia visione, è nato un team capace di darle forma, metodo e velocità.

Da lì, ogni intuizione ha iniziato a trasformarsi rapidamente in servizio, prodotto e tecnologia, con centinaia e poi migliaia di Creator che hanno scelto di unirsi al nostro network e con le prime aziende che hanno scelto i nostri servizi. Lo sviluppo della tecnologia e del creator network è stato fondamentale, ma la lezione più importante, da Fondatore e CEO, è che il valore non sta solo nella visione: sta soprattutto nelle persone che scegli per correre con te e nella loro capacità di renderla concreta, con assoluta determinazione.»

Con CreationDose e Vidoser state costruendo un ecosistema che unisce creator, brand, tecnologia e intelligenza artificiale. Qual è la vostra visione per il futuro di questo settore e come pensate che cambierà il modo in cui comunichiamo online?

«Crediamo e osserviamo ogni giorno che il Creator Marketing non sia più solo un fenomeno di tendenza, ma stia diventando un’infrastruttura stabile della comunicazione e dell’intrattenimento.

Il futuro sarà AI-powered ma human-amplified: l’intelligenza artificiale non sostituirà i Creator, ma renderà i processi più efficienti e misurabili, aiutando brand e Creator a trasformare la creatività in un asset scalabile, tracciabile e orientato ai risultati.

Questo cambierà anche il modo in cui comunichiamo online. I brand non potranno più trattare i Creator come semplici spazi pubblicitari, ma dovranno considerarli partner strategici, capaci di costruire contenuti, relazioni e fiducia all’interno di community verticali. I Creator sono l’asset più rivoluzionario degli ultimi anni: stanno catalizzando know-how creativo, capacità produttive straordinarie e la costruzione di veri e propri media capaci, in pochi mesi, di raggiungere milioni di persone.»

Molti giovani sognano di lanciare una startup ma spesso hanno paura di sbagliare o di non essere pronti. Quale consiglio daresti oggi a chi vuole trasformare un’intuizione in un progetto imprenditoriale concreto, partendo magari da una piccola città o da risorse limitate?

«Ai giovani direi di non cercare condizioni perfette, ma contesti in cui imparare più velocemente degli altri. L’incertezza fa parte del percorso, ma non deve bloccare l’ambizione.

Partire da una piccola città o con risorse limitate può diventare un vantaggio: ti obbliga a essere più concreto, agile, resiliente e attento a ogni scelta. Il consiglio è validare subito l’intuizione sul mercato, senza innamorarsi troppo dell’idea iniziale. Servono dati, ascolto, correzioni rapide e la capacità di trasformare gli ostacoli in apprendimento.

E soprattutto non bisogna isolarsi: fare impresa è una corsa di squadra. Cercate persone complementari, entrate negli ecosistemi giusti, chiedete feedback. Le scommesse audaci si costruiscono un passo alla volta, con una visione chiara e una costanza instancabile.»

Gloria Chiocci